Le misure urgenti contro il caro carburanti non includono il gasolio agricolo, lasciando il settore senza interventi diretti. Confagricoltura FVG segnala il rischio di ulteriori pressioni sui costi di produzione.
Il recente provvedimento adottato per contrastare il caro carburanti introduce una riduzione temporanea delle accise e rafforza i controlli lungo la filiera, ma non prevede interventi specifici per il gasolio agricolo.
“Il provvedimento non prevede alcuna misura specifica per il gasolio agricolo, con effetti solo indiretti. Tale esclusione risulta a dir poco criticabile, considerata l’elevata esposizione del settore agricolo ai costi energetici”, commenta il presidente di Confagricoltura FVG Nicolò Panciera di Zoppola Gambara.
Secondo l’organizzazione, l’assenza di interventi mirati rischia di incidere sulla sostenibilità economica delle imprese agricole, già esposte all’aumento dei costi di produzione.
Effetti limitati per le aziende agricole
Il decreto prevede una riduzione temporanea delle accise per un periodo di 20 giorni, con decorrenza dal 19 marzo 2026. La rimodulazione riguarda:
- benzina: 472,90 €/1.000 litri
- gasolio: 472,90 €/1.000 litri
- GPL: 167,77 €/1.000 kg
In termini pratici, la riduzione equivale a circa 20 centesimi al litro, a cui si aggiunge un effetto IVA che porta il risparmio complessivo per il consumatore a circa 25 centesimi al litro.
Tuttavia, per il comparto agricolo l’impatto resta limitato, in quanto non sono previste misure dedicate al gasolio utilizzato nelle attività agricole, né interventi specifici per il riscaldamento di serre e allevamenti.
Rafforzati i controlli sulla filiera dei carburanti
Tra le principali novità introdotte vi è il potenziamento dei controlli sui prezzi lungo la filiera. Le compagnie petrolifere sono tenute a:
- comunicare quotidianamente i prezzi consigliati agli esercenti;
- pubblicarli sui propri siti internet;
- trasmetterli alle autorità di vigilanza competenti.
È inoltre vietato modificare i prezzi nella stessa giornata dopo la comunicazione. Viene introdotto un sistema di monitoraggio basato su indicatori di anomalia per individuare eventuali rincari ingiustificati, con controlli affidati anche alla Guardia di finanza.
Sostegni previsti per altri settori
Il provvedimento introduce un credito d’imposta per il settore della pesca, pari fino al 20% della spesa sostenuta per il carburante nei mesi da marzo a maggio 2026, entro un limite complessivo stabilito. Nello specifico, il credito:
- è calcolato sugli acquisti documentati da fattura;
- è utilizzabile in compensazione entro fine anno;
- non concorre alla formazione del reddito né incide su altri parametri fiscali.
Non sono invece previsti strumenti analoghi per il settore agricolo, nonostante l’elevata incidenza dei costi energetici sulle attività produttive.
Le criticità per il settore agricolo
“Come Confagricoltura chiediamo che la riduzione temporanea delle accise sia estesa anche al gasolio agricolo, perché ne va della sostenibilità economica delle imprese. È grave che non sia stata prevista attenzione neppure per energia e gas destinati a serre e allevamenti”, conclude il Presidente regionale.
Il comparto agricolo, in particolare quello zootecnico e delle lavorazioni intensive, risulta particolarmente esposto all’aumento dei prezzi dei carburanti. L’assenza di misure dedicate rischia di generare distorsioni tra settori produttivi, con effetti sulla competitività delle imprese agricole.
In questo contesto, diventa centrale il monitoraggio dell’andamento dei costi energetici e la valutazione di eventuali interventi correttivi per evitare ripercussioni sui margini aziendali e sulla tenuta del sistema produttivo.

