Regime fiscale e amministrativo
  1. COME GESTIRE L’IVA PER LE IMPRESE AGRICOLE

Per le attività agricole, il regime IVA può essere il regime speciale previsto dall’art. 34 del D.P.R. n. 633/1972, che consente di determinare l’IVA detraibile applicando una percentuale di compensazione sulle cessioni di prodotti agricoli. Questo calcolo avviene in modo forfetario. Tuttavia, è possibile optare per il regime ordinario, ma tale opzione è vincolata per tre anni. Se il volume d’affari annuale non supera i 7.000 euro, con almeno due terzi derivanti dalla vendita di prodotti agricoli, l’imprenditore agricolo può essere esonerato dagli obblighi IVA. In caso di adesione al regime speciale, i produttori agricoli sono esonerati dalla fatturazione e dalla tenuta della contabilità, ma devono comunque rispettare alcuni adempimenti fiscali come la registrazione delle fatture e la presentazione della dichiarazione annuale.

  1. Quali documenti sono obbligatori per un’azienda agricola?

Per un’azienda agricola, i documenti obbligatori sono principalmente quelli previsti dalla normativa IVA. I registri obbligatori includono:

  • Registro delle fatture emesse;
  • Registro degli acquisti;
  • Registro dei corrispettivi, se si effettua vendita al minuto a privati consumatori.

Inoltre, i produttori agricoli devono tenere i libri contabili legati agli adempimenti del sostituto d’imposta, come la registrazione delle fatture e la liquidazione dell’IVA. Se applicano il regime ordinario IVA, sono tenuti anche a emettere fatture, effettuare liquidazioni periodiche dell’imposta e presentare la dichiarazione annuale IVA. Se il volume d’affari è inferiore a 7.000 euro, l’azienda agricola può essere esonerata da molti di questi obblighi.

  1. PEC: perché è obbligatoria e come utilizzarla al meglio

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è obbligatoria per le imprese, i professionisti iscritti agli ordini e le pubbliche amministrazioni, in quanto garantisce la validità giuridica delle comunicazioni, equiparandole a una raccomandata con ricevuta di ritorno. Permette di inviare email con integrità certificata e opponibilità a terzi, risultando fondamentale per comunicazioni ufficiali e documenti legali.

Per utilizzarla al meglio, è importante:

  • Controllarla frequentemente, evitando di perdere scadenze o comunicazioni rilevanti.
  • Conservare i messaggi e le ricevute di consegna per almeno 10 anni, come previsto dalla normativa.
  • Usarla per inviare contratti, dichiarazioni e documenti ufficiali, garantendo tracciabilità e sicurezza.

Con la Legge di Bilancio 2025, l’obbligo si estende agli amministratori di imprese costituite in forma societaria. Dal 1° gennaio 2025, ogni nuovo amministratore dovrà iscrivere il proprio domicilio digitale (PEC) al registro delle imprese, un obbligo che si ritiene coinvolga tutti i membri degli organi amministrativi, indipendentemente dal ruolo di rappresentanza. Non sono ancora chiarite le disposizioni per amministratori già in carica.

  1. Quali sono i requisiti per registrarsi come impresa agricola?

Per registrarsi come impresa agricola, occorre rispettare i requisiti definiti dall’art. 2135 c.c., che identifica come imprenditore agricolo chi svolge coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento o attività connesse, purché finalizzate al lucro. Sono inclusi persone fisiche, società di persone, società di capitali ed enti, ma sono esclusi coloro che operano per autoconsumo o in modo non abituale. La registrazione richiede l’invio telematico della “comunicazione unica” al Registro delle Imprese, come previsto dal D.P.R. 581/1995, art. 7. Questo adempimento assolve agli obblighi previdenziali, fiscali e assistenziali e consente di ottenere la partita IVA. L’iscrizione nella sezione speciale del Registro è obbligatoria per imprenditori agricoli, coltivatori diretti e società semplici, come stabilito dal D.Lgs. 228/2001, art. 2, e garantisce opponibilità ai terzi dei fatti registrati (art. 2193 c.c.). Le società di capitali e cooperative, invece, si iscrivono in altre sezioni del Registro anche se svolgono attività agricola.

  1. Cos’è il Codice Identificativo Nazionale (CIN) e come ottenerlo?

Il Codice Identificativo Nazionale (CIN), introdotto dal DL 145/2023, è obbligatorio per unità immobiliari destinate a locazioni turistiche, brevi e strutture ricettive, inclusi gli agriturismi. Garantisce trasparenza, correttezza della concorrenza e tutela dei consumatori. Per ottenerlo, il titolare deve presentare un’istanza telematica su bdsr.ministeroturismo.gov.it (accesso tramite SPID o CIE), allegando una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Questa deve attestare i dati catastali, la presenza di dispositivi di sicurezza (rilevatori di gas e monossido di carbonio, estintori) e, per attività imprenditoriali, il rispetto dei requisiti di sicurezza degli impianti previsti dalla normativa vigente. Il CIN va esposto sulla struttura e riportato in ogni annuncio. La mancata esposizione o assenza comportano sanzioni fino a 8.000 euro.

Sicurezza e normative alimentari
  1. Chi è obbligato a predisporre il piano HACCP?

L’autocontrollo è obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare. L’HACCP (Hazard analysis and critical control points) è il sistema che consente di applicare l’autocontrollo in maniera razionale e organizzata. Redigere il manuale HACCP è quindi obbligatorio per tutte le attività del settore alimentare.

  1. Cosa deve prevedere il manuale HACCP?

L’elaborazione di un manuale HACCP si basa su sette principi:

  1. Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa
    alimentare;
  2. Identificare ogni pericolo da prevenire, eliminare o ridurre;
  3. Identificare i punti critici di controllo (CCP – Critical Control Points) nelle fasi in cui è possibile
    prevenire, eliminare o ridurre un rischio;
  4. Stabilire, per questi punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità dalla
    inaccettabilità;
  5. Stabilire e applicare procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo;
  6. Stabilire azioni correttive se un punto critico non risulta sotto controllo (superamento dei limiti
    critici stabiliti);
  7. Stabilire le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle
    misure adottate;
  1. Chi deve fare il corso HACCP?

La formazione HACCP deve essere svolta dagli addetti all’interno di aziende alimentari che manipolano
direttamente o indirettamente gli alimenti. Per manipolazione indiretta si intendono quegli addetti che
non manipolano direttamente gli alimenti, come ad esempio i lavapiatti, i magazzinieri, gli addetti alla
distribuzione dei pasti. Per manipolazione diretta invece parliamo del personale che si occupa della
preparazione, del confezionamento, della trasformazione e della produzione come ad esempio i cuochi,
i macellatori, i venditori di alimenti sfusi.

  1. Dove posso svolgere il corso HACCP?

Tutti coloro che devono partecipare al corso HACCP possono contattare Confagricoltura FVG
(0432507013 / friulivg@confagricoltura.it) che provvederà ad organizzare il percorso formativo. Si
ricorda che l’attestato resta personale, in quanto vengono sullo stesso indicati i propri dati, e quindi,
nel caso il lavoratore cambiasse azienda, avrebbe la facoltà di chiedere copia dell’attestato.

  1. Che prodotti può vendere l’imprenditore agricolo?

Gli imprenditori agricoli, iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese, possono vendere al
dettaglio i prodotti provenienti in misura prevalente dall’azienda agricola e i prodotti derivati. Prodotti
agricoli anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, anche in modo itinerante su aree
pubbliche o private e facilitare il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali
e gli arredi aziendali, con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione.

  1. Dove può vendere i propri prodotti l’imprenditore agricolo?

La vendita diretta può avvenire:

  • su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola (per questa modalità di vendita non sono
    previsti adempimenti verso il SUAP
    , ma solo verso l’Azienda sanitaria);
  • in locali aperti al pubblico;
  • mediante commercio elettronico;
  • mediante distribuzione automatica;
  • su aree pubbliche con posteggio fisso;
  • su aree pubbliche in forma itinerante;
Sicurezza sul luogo di lavoro
  1. Sono un imprenditore agricolo senza dipendenti sono ugualmente soggetto agli obblighi sulla sicurezza sul lavoro?

Un’azienda senza dipendenti non ha tutti gli obblighi di chi ne ha. In ogni caso la normativa prevede che ogni azienda (coltivatore diretto, lavoratore autonomo, ecc.) anche senza lavoratori dipendenti deve:

  • Utilizzare attrezzature a norma (CE);
  • Usare i dispositivi di protezione individuale (DPI) per la protezione durante il lavoro;
  • Osservare le generali regole di attenzione e sicurezza.

Nel caso in cui in azienda agricola prestino attività anche collaboratori familiari è importante analizzare bene la situazione specifica e capire cosa la legge preveda (rivolgersi agli uffici di Confagricoltura).

  1. Se assumo un lavoratore dipendente quali sono gli obblighi per la sicurezza sul lavoro?

L’azienda che ha lavoratori deve provvedere alla loro sicurezza sul lavoro, come previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza. I principali adempimenti del datore di lavoro sono i seguenti:

  • Analizzare tutti i rischi della propria attività e preparare il documento (DVR) dove vengono descritti tali rischi ed anche le misure di prevenzione e protezione che serviranno ad annullarli e/o a ridurli;
  • Nominare un responsabile (RSPP) che si occupi del discorso sicurezza in azienda (può essere anche il datore di lavoro, previa partecipazione ad un corso);
  • Nominare un medico specializzato in materia di lavoro per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori (visite mediche, ecc.);
  • Formare i lavoratori sulla sicurezza, come previsto dalla legge.

La norma, pur prevedendo un periodo massimo entro il quale redigere il DVR, obbliga il datore di lavoro a valutare i rischi per la salute e sicurezza sul lavoro prima dell’assunzione. Quindi, richiamando quanto già indicato al punto precedente, prima di assumere il lavoratore è obbligatorio valutare i rischi presenti in azienda, predisporre il DVR, nominare il Responsabile della sicurezza, fare la formazione per il lavoratore ed incaricare il medico del lavoro.

  1. Cos’è il DVR e chi lo deve realizzare?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) descrive l’analisi dei rischi per la sicurezza sul lavoro presenti in azienda e individua le misure preventive e protettive affinché tali rischi non si traducano in infortuni o malattie professionali.
È un documento obbligatorio per legge e fondamentale per la salute e sicurezza dei lavoratori.
Il DVR è di competenza del datore di lavoro, che spesso si rivolge a un consulente esterno per la predisposizione.

  1. QUAL È LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA?

La formazione obbligatoria è stabilita dalla normativa e dall’accordo Stato-Regioni e va dispensata prima dell’inizio dell’attività lavorativa. Per tutti i lavoratori è prevista una formazione generale sulla sicurezza (uguale per ogni settore) di 4 ore ed una formazione specifica, diversa per ciascuna settore sia come contenuti che come durata (4 o 8 o 16 ore, in base al rischio, con aggiornamento ogni 5 anni). Per i lavoratori che ricoprono ruoli specifici in azienda per la sicurezza sono previsti ulteriori corsi di formazione (addetti alle emergenze, preposti, ecc.). Per il datore di lavoro recentemente (aprile 2025) la nuova normativa ha introdotto l’obbligo – per tutti i datori di lavoro – di un corso in materia di sicurezza della durata di 16 ore.

  1. COSA DEVO CONTROLLARE DELLE MACCHINE ED ATTREZZATURE CHE USO PER IL LAVORO?

Il controllo delle macchine ed attrezzature di lavoro è importante: la legge dice, infatti, che devono essere sicure. In primis bisogna verificare se sono prodotte prima o dopo il 1996. Se sono state prodotte dopo il 1996 le stesse sono dotate di marcatura CE, quindi rispettano i requisiti della normativa europea per la sicurezza (Direttiva macchine). Se, invece, sono state prodotte prima del 1996 bisogna analizzarle per vedere se rispondono ai criteri minimi di sicurezza previsti dalla legge (TU Sicurezza). È molto importante che il datore di lavoro utilizzi e faccia utilizzare solo macchine ed attrezzature sicure. Anche per i trattori vale quanto detto al punto precedente. Fondamentale, ma non sufficiente, che abbiano la cabina o i ROPS, le cinture di sicurezza omologate e la sicurezza della presa di potenza.

Servizi e pratiche del Patronato Enapa
  1. che cosa E’ un patronato?

Il patronato è un istituto riconosciuto e vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che offre assistenza e tutela a lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati e in generale a tutti i cittadini presenti sul territorio nazionale, anche stranieri, in materia di previdenza, lavoro, immigrazione, infortuni sul lavoro e disabilità, in modo da aiutare tutti i cittadini nella gestione delle pratiche nella piena conoscenza e consapevolezza dei loro diritti.

  1. QUALI SONO I SERVIZI DEL PATRONATO?

Tra i servizi che un patronato offre ci sono pratiche per le diverse tipologie di pensione (anticipata, vecchiaia, quota 103, opzione donna, di privilegio, di invalidità, ai superstiti, anticipata, Ape Sociale etc.), pratiche di invalidità civile, accompagnamento, disabilità, richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno per i lavoratori extra-Ue, pratiche per casi di infortunio sul lavoro, malattia professionale e danno biologico e altre pratiche INAIL.

  1. DEVO ANDARE IN PENSIONE, MA NON SO SE HO I REQUISITI, COME POSSO FARE?

Recati nella nostra sede di Udine in via Savorgnana n.24/a troverai personale specializzato pronto ad aiutarti. Ricordati di portare con te eventuale documentazione relativa a riscatti e/o ricongiunzioni effettuate, l’indicazione dell’eventuale periodo di servizio militare e tutta la documentazione utile a ricostruire la tua carriera lavorativa.

  1. SEI STATO/A LICENZIATO/A O HAI TERMINATO IL TUO PERIODO DI LAVORO E DEVI PRESENTARE LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE (NASPI O AGRICOLA)?

Per la presentazione della domanda di disoccupazione dovrai avere copia del contratto di lavoro o della lettera di licenza, l’iban dove desidererai ricevere il pagamento e un documento di identità valido.

  1. COSA DEVO FARE PER PRESENTARE LA DOMANDA DI INVALIDITA’ CIVILE?

Per prima cosa devi recarti dal tuo medico di fiducia o dallo specialista o che compilerà il certificato medico telematico invalidità civile. Successivamente, con copia dello stesso, documento di identità, codice fiscale dell’eventuale coniuge, copia della dichiarazione dei redditi e iban dove ricevere il pagamento presentati presso la nostra sede di Udine in via Savorgnana n.24/a per trasmettere la domanda di invalidità civile all’Inps, con richiesta anche del riconoscimento legge 104 e collocamento mirato.

N.B. La trasmissione telematica del certificato medico NON sostituisce l’invio della domanda di invalidità civile all’Inps tramite il patronato Enapa.

  1. E SE, INVECE, DEVO PRESENTARE LA DOMANDA DI PENSIONE DI INABILITA’ AL LAVORO?

Per prima cosa devi recarti dal tuo medico di fiducia o dallo specialista o che compilerà il certificato medico telematico inabilità (SS3). Successivamente, con copia dello stesso, documento di identità, codice fiscale dell’eventuale coniuge, copia della dichiarazione dei redditi e iban dove ricevere il pagamento presentati presso la nostra sede di Udine in via Savorgnana n.24/a per trasmettere la domanda di inabilità al lavoro all’Inps.

N.B. La trasmissione telematica del certificato medico NON sostituisce l’invio della domanda di inabilità al lavoro all’Inps tramite il patronato Enapa.

  1. Posso presentare sia la domanda di invalidità civile che la domanda di inabilità al lavoro?

Si, con il certificato medico telematico invalidità civile e il certificato medico telematico inabilità al lavoro (SS3) puoi recarti presso la nostra sede di Udine in via Savorgnana n.24/a per trasmettere distintamente la domanda di invalidità civile e la domanda di inabilità al lavoro all’Inps.

  1. Devo rinnovare il permesso di soggiorno posso predisporre la pratica al patronato Enapa?

Si, previo appuntamento, il patronato Enapa ti aiuterà a preparare la busta per il rinnovo del permesso di soggiorno o la richiesta di rilascio della carta di soggiorno da consegnare agli uffici postali abilitati.

  1. Che cos’è l’indennità per congedo di maternità?

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice percepisce un’indennità economica in sostituzione della retribuzione. Il diritto al congedo ed alla relativa indennità spetta anche in caso di adozione o affidamento di minori.

  1. Per ottenere il congedo di maternità è obbligatorio presentare la domanda di maternità all’INPS?

Si, previo appuntamento, il patronato Enapa sede di Udine ti aiuterà a presentare telematicamente all’Inps la domanda presentando la seguente documentazione:

  • Certificato medico di gravidanza
  • Carta d’identità e codice fiscale del richiedente
  • Busta paga
  1. I servizi del patronato Enapa sono a pagamento?

Il costo dei servizi del Patronato Enapa è consultabile nel file seguente.