DURC Rateazione INPS

DURC e rateazione INPS: regolare chi la chiede entro 15 giorni

La regolarità contributiva ai fini del DURC è riconosciuta anche se l’istanza di rateazione viene accolta successivamente dall’INPS. Lo chiarisce una recente pronuncia della Corte di Cassazione che rafforza la tutela dei contribuenti.

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione chiarisce un aspetto rilevante in materia di DURC e rateazione INPS, stabilendo che la regolarità contributiva deve essere riconosciuta anche quando l’istanza di rateizzazione venga accolta dall’Istituto in un momento successivo, purché la richiesta sia presentata entro il termine previsto dall’invito alla regolarizzazione.

La decisione riguarda i casi in cui il contribuente, ricevuta la comunicazione di irregolarità, presenti la domanda di rateazione dei debiti contributivi entro 15 giorni. Secondo l’interpretazione confermata, tale comportamento è sufficiente per considerare la posizione regolare, senza attendere il provvedimento formale di accoglimento.

Il principio sulla regolarità contributiva

In origine, l’INPS aveva sostenuto che, entro i 15 giorni dall’invito alla regolarizzazione, non fosse sufficiente la sola presentazione dell’istanza, ma fosse necessario anche il provvedimento di accoglimento entro lo stesso termine. La Corte ha respinto questa impostazione, affermando che la condotta diligente del contribuente non può essere penalizzata dai tempi amministrativi dell’Istituto. Secondo la pronuncia:

  • la presentazione dell’istanza di rateazione entro 15 giorni è elemento determinante;
  • l’accoglimento successivo completa la procedura di regolarizzazione;
  • il ritardo dell’ente non può incidere negativamente sulla posizione contributiva;
  • non può essere disposta la decadenza da agevolazioni contributive per motivi non imputabili al contribuente.

Effetti sul rilascio del DURC

Il chiarimento assume particolare rilievo per il rilascio del DURC, documento essenziale per:

  • accesso a contributi pubblici;
  • partecipazione a bandi e finanziamenti;
  • fruizione di agevolazioni contributive;
  • rapporti con la pubblica amministrazione.

La Corte ha evidenziato che subordinare la regolarità ai tempi di risposta dell’INPS significherebbe far dipendere la posizione del contribuente da fattori esterni alla sua sfera di controllo. In questo modo, il soggetto che ha tempestivamente richiesto la rateazione rischierebbe di subire conseguenze negative nonostante abbia rispettato i termini previsti.