Crisi Mercato Frutta Secca

I dazi azzerati agli Usa minacciano il mercato UE della frutta secca

La produzione di nocciole 2025 registra cali fino al 70%. Confagricoltura sollecita ristori immediati e misure strutturali per tutelare le imprese agricole e la filiera nazionale.

La campagna corilicola 2025 registra un grave calo della produzione di nocciole, con riduzioni fino al 70% nelle aree più vocate. La produzione nazionale, che nel 2024 aveva raggiunto circa 290.000 tonnellate, quest’anno è stimata a circa la metà del potenziale produttivo. Questo scenario allarmante ha spinto Confagricoltura a informare il Governo, rappresentato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, chiedendo interventi urgenti e coordinati per garantire la continuità delle imprese agricole e la stabilità della filiera nazionale.

Cause della crisi e contesto internazionale

Il calo produttivo non è dovuto a un singolo fattore, ma alla combinazione di eventi climatici avversi, problemi fitoiatrici e danni da fauna selvatica. Nonostante dal 2015 le superfici coltivate a nocciole siano aumentate di oltre il 30%, la produzione continua a diminuire. Tra il 2020 e il 2024 le superfici a frutta in guscio sono cresciute del 6%, ma la produzione nazionale è calata del 4-5%. A peggiorare la situazione contribuisce anche la recente eliminazione dei dazi USA su circa 500.000 tonnellate di frutta secca importata, che esercita ulteriori pressioni sulle filiere italiane già ridotte. Questo rende urgente l’adozione di misure sia di ristoro immediato sia di interventi strutturali per rafforzare il settore.

Il punto nazionale e regionale

Il comparto corilicolo è in estrema difficoltà – dichiara Dario Di Vincenzo, presidente della Federazione nazionale di prodotto frutta in guscio di Confagricoltura – e necessita di misure immediate per garantire un futuro alle aziende. È indispensabile prevedere ristori urgenti per far fronte alle perdite di quest’anno, ma anche interventi strutturali per tutelare la redditività, la competitività e la tenuta produttiva di un settore strategico per molti territori”.

“La nostra regione ha ottime potenzialità – dichiara Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura FVG– grazie anche all’abbondanza d’acqua, clima mite e pianure adatte a colture meccanizzate. A livello regionale la coltivazione è partita da pochi anni per questo sarà fondamentale strutturare al meglio la filiera locale, valorizzando il prodotto finito e riconoscendo il giusto prezzo ai produttori. In questo modo potrà esserci una crescita nelle superfici e maggiori investimenti da chi già produce. “