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NGT, via libera dell’Ue: un passo decisivo per la competitività agricola

L’approvazione definitiva del Regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche apre una nuova fase per l’agricoltura europea. Confagricoltura accoglie con favore un provvedimento ritenuto fondamentale per sostenere innovazione, sostenibilità e competitività del settore primario.

Il voto del Parlamento europeo che ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) rappresenta una tappa storica per l’agricoltura europea e il punto di arrivo di un lungo percorso che Confagricoltura ha sostenuto con convinzione a livello nazionale ed europeo.

Secondo Confagricoltura, il nuovo quadro normativo consentirà al settore primario europeo di recuperare competitività rispetto ai Paesi che già da tempo utilizzano le nuove tecniche genomiche per migliorare le produzioni agricole.

Un’opportunità per l’innovazione del settore

«Si tratta di un regolamento che permetterà di aumentare la competitività del settore primario europeo, che oggi sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi nei quali le nuove tecniche genomiche sono già utilizzate», sottolinea il presidente di Confagricoltura FVG, Nicolò Panciera di Zoppola Gambara. Il testo approvato recepisce diversi elementi sostenuti da Confagricoltura nel corso del confronto istituzionale europeo. In particolare, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali.

Niente etichettatura per le varietà NGT-1

Per le varietà NGT-1 non è previsto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati. Una scelta che, secondo Confagricoltura, evita oneri burocratici eccessivi e possibili effetti distorsivi sul mercato, favorendo al contempo la diffusione dell’innovazione nel settore agricolo. Le nuove tecniche genomiche rappresentano infatti uno strumento importante per sviluppare colture più resistenti alle malattie, agli stress climatici e alle nuove sfide produttive, contribuendo a rendere l’agricoltura più sostenibile e competitiva.

Le criticità ancora aperte

Permangono tuttavia alcuni aspetti che Confagricoltura aveva contestato durante il negoziato europeo. Il Regolamento mantiene infatti la possibilità per gli Stati membri di vietare sul proprio territorio la coltivazione delle piante NGT-2, attraverso il cosiddetto meccanismo di opt-out nazionale.

Una scelta che, secondo l’organizzazione agricola, rischia di frammentare il mercato interno europeo e di limitare un accesso uniforme all’innovazione da parte delle imprese agricole.

Maggiori tutele per il biologico

Il testo legislativo introduce inoltre un importante chiarimento per il settore biologico, stabilendo che la presenza accidentale e non intenzionale di materiale NGT-1 non comporta sanzioni o responsabilità per gli operatori. Una previsione che offre maggiore certezza giuridica alle imprese e favorisce la coesistenza tra i diversi modelli produttivi presenti in agricoltura.

Per Confagricoltura, l’approvazione del Regolamento rappresenta quindi un passaggio fondamentale per dotare l’agricoltura europea di strumenti innovativi indispensabili per affrontare le sfide future, dalla competitività alla sostenibilità, fino alla sicurezza alimentare.