Il Piano Transizione 5.0, regolato dall’articolo 38 del Decreto-Legge 2 marzo 2024, n. 19 rappresenta un passo avanti nell’evoluzione del precedente Piano Transizione 4.0, con un focus ancora più marcato sulla sostenibilità e sull’efficienza energetica. Con un investimento di 6,3 miliardi di euro, l’obiettivo è quello di incentivare le imprese a modernizzare i propri processi produttivi riducendo i consumi energetici. Il piano prevede agevolazioni sotto forma di credito d’imposta per chi investe in beni strumentali innovativi, contribuendo così alla trasformazione digitale ed ecologica del sistema produttivo.
Obiettivi e incentivi del Piano
Il cuore della Transizione 5.0 è costituito da incentivi sotto forma di credito d’imposta, destinati alle aziende che investono in beni strumentali innovativi, sia materiali che immateriali, con un impatto misurabile sul risparmio energetico. In particolare, il piano prevede che gli investimenti effettuati devono generare:
- una riduzione dei consumi energetici delle strutture produttive di almeno il 3%
- una riduzione dei consumi dei processi produttivi di almeno il 5%.
Questi obiettivi devono essere certificati da perizie tecniche e documentazione specifica, garantendo che gli investimenti contribuiscano effettivamente alla sostenibilità e all’efficienza energetica.
Investimenti agevolati e riferimenti normativi
Sono previste maggiorazioni per specifici investimenti, come l’acquisto di moduli fotovoltaici prodotti in UE con un’efficienza superiore a determinati standard, che possono arrivare a una maggiorazione del 150% del costo sostenuto. Il Piano introduce anche nuove agevolazioni per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, con l’esclusione delle biomasse. Un altro elemento chiave è il supporto alla formazione del personale, con finanziamenti per corsi mirati a migliorare le competenze digitali ed energetiche.
Gli investimenti ammissibili sono definiti negli Allegati A e B della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, già utilizzati per la Transizione 4.0 e confermati nel nuovo Piano.
Confagricoltura FVG e il Servizio Agribusiness
Nell’ambito del Piano Transizione 5.0, Confagricoltura Friuli Venezia Giulia ha promosso un confronto con le imprese agricole per approfondire le opportunità offerte dal Piano e le soluzioni finanziarie disponibili. Durante questi incontri, il Gruppo Sparkasse – CiviBank ha presentato il proprio Servizio Agribusiness, illustrando i prodotti di credito agevolato pensati per sostenere gli investimenti nel settore.
Servizi offerti dal Servizio Agribusiness
Il servizio Agribusiness offre:
- Consulenza tecnica e finanziaria per facilitare l’accesso ai finanziamenti;
- Prodotti di credito dedicati, come mutui chirografari e fondiari, con garanzie ISMEA;
- Assistenza per la predisposizione delle pratiche, garantendo l’allineamento ai requisiti richiesti dal Piano.
Tra gli strumenti finanziari illustrati, la cambiale agraria si distingue come un’opzione vantaggiosa per coprire le spese di conduzione dell’anno agricolo, mentre i mutui fondiari permettono di finanziare investimenti strutturali di lungo termine. Sono inoltre previsti finanziamenti per il ricambio generazionale e per l’acquisto di attrezzature tecnologiche avanzate.
Le novità della Transizione 5.0 per il settore agricolo
Il Piano Transizione 5.0 introduce importanti novità per il settore agricolo, tra cui la possibilità di finanziare l’acquisto di macchinari di nuova generazione per ottimizzare i processi produttivi, come mietitrebbie e irroratrici tecnologicamente avanzate. Viene, dunque, incentivata la sostituzione di veicoli agricoli con modelli a basso impatto ambientale, rispettando il principio DNSH (Do No Significant Harm), che vieta finanziamenti per attività legate ai combustibili fossili, salvo casi particolari.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) avrà un ruolo chiave nella verifica delle certificazioni sui risparmi energetici dichiarati dalle imprese beneficiarie.
Mantenimento degli incentivi e clausola di recapture
Il credito d’imposta previsto dal Piano è cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee e soggetto a specifiche condizioni di mantenimento. Per evitare la decadenza dell’agevolazione, i beni agevolati e il risparmio energetico ottenuto devono essere conservati per almeno cinque anni successivi all’investimento.
In caso di cessione dei beni, trasferimento all’estero o mancato rispetto degli obiettivi di risparmio energetico, il credito potrebbe essere ridotto o revocato. L’incentivo può essere utilizzato in compensazione con il modello F24 e, se non interamente sfruttato entro il 2025, potrà essere ripartito in cinque quote annuali.
Per ulteriori chiarimenti:
- E-mail: info@confagricolturafvg.it
- Modulo di richiesta informazioni e iscrizione alla Newsletter alla pagina Contatti
- Uffici provinciali di Confagricoltura Udine, Pordenone e Gorizia/Trieste

