La Commissione europea presenta una strategia con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2040 il numero di giovani under 40 in agricoltura. Un percorso che coinvolge strumenti PAC, sostegni mirati e nuove aree di intervento e in cui i giovani di Confagricoltura vogliono avere un ruolo centrale.
La Commissione europea ha presentato la nuova strategia per il ricambio generazionale in agricoltura, un piano di lungo periodo che mira a portare la quota di under 40 nel settore dal 12% attuale al 24% entro il 2040. Si tratta di un obiettivo ambizioso, che parte dal presupposto che il futuro dell’agricoltura europea dipenda dalla capacità di creare condizioni favorevoli affinché i giovani possano costruire in questo settore una carriera stabile, innovativa e sostenibile. La strategia nasce da un articolato processo di consultazione con imprese, organizzazioni, tecnici e rappresentanti delle aree rurali, con l’obiettivo di identificare i fabbisogni più rilevanti e le misure necessarie per affrontare le difficoltà di accesso alla terra, alle risorse finanziarie, alla formazione e alle opportunità professionali.
Le due iniziative del piano UE
La nuova impostazione ruota attorno a due iniziative principali, pensate per dare impulso al ricambio generazionale:
- Una strategia nazionale per i giovani agricoltori, obbligatoria per tutti gli Stati membri;
- Un pacchetto di avviamento, che includa strumenti consolidati – come sostegni agli investimenti e premi all’avvio – affiancati da nuove misure capaci di rispondere alle criticità più attuali.
A queste si aggiunge l’impegno ad armonizzare e potenziare le politiche complementari finanziate da altri programmi europei, dalla ricerca all’innovazione, fino ai fondi per la competitività, la formazione e lo sviluppo delle aree rurali.
Le cinque aree di intervento
La strategia individua cinque ambiti prioritari, nei quali dovranno essere concentrate risorse e strumenti nazionali ed europei:
- Accesso al credito e ai finanziamenti;
- Accesso alle conoscenze, alla consulenza e alle competenze;
- Accesso alla terra e gestione delle fasi di subentro;
- Attrattività della vita e del lavoro nelle aree rurali;
- Percorsi di successione e accompagnamento al pensionamento degli agricoltori.
Si tratta di aspetti riconosciuti come determinanti per permettere ai giovani di avviare o consolidare un’azienda agricola in un mercato complesso e altamente competitivo. Di seguito è riportata una tabella che raccoglie i principali settori di intervento e alcuni esempi di azioni che possono essere attivate dai diversi livelli istituzionali.
Il punto di vista dei Giovani di Confagricoltura (ANGA)
Il tema del ricambio generazionale è stato al centro anche del recente incontro dei giovani di Confagricoltura riuniti a Napoli per il XIX Convegno Quadri ANGA. Nel corso dei lavori sono emerse con chiarezza le difficoltà strutturali che ostacolano l’ingresso dei giovani nel settore – dall’accesso alla terra alla sostenibilità economica dei nuovi insediamenti – insieme alla necessità di un supporto più forte in termini di formazione, innovazione e strumenti finanziari.
Il confronto nazionale ha quindi confermato la necessità di politiche mirate e coerenti con il percorso indicato dalla Commissione europea, riportando l’attenzione sulle aspettative concrete delle nuove generazioni agricole.
Le parole di Alberto Vendrame, presidente ANGA FVG
«Noi giovani imprenditori individuiamo e viviamo ogni giorno delle criticità strutturali nelle nostre aziende: l’accesso al credito, la disponibilità dei terreni, le competenze tecniche adeguate e una burocrazia eccessiva che troppo spesso rallenta i progetti e gli investimenti delle nuove generazioni. Tale esigenza è emersa con forza anche a Napoli, in occasione del XIX convegno nazionale quadri: l’agricoltura ha bisogno di strumenti semplici e realmente operativi per consentire alle nuove generazioni non solo di insediarsi, ma di permanere nel settore. Come ANGA FVG, riteniamo che il ricambio generazionale sia una priorità assoluta. Il successo a lungo termine delle nostre imprese dipenderà dalla nostra capacità di integrare rapidamente innovazione, competenze e politiche mirate, in piena coerenza con gli obiettivi definiti dall’Unione europea.»

