Accolta la posizione di Confagricoltura, ma adesso serve chiarezza dal confronto nazionale e dalle istituzioni europee
Il CONAI ha annunciato la sospensione della circolare che avrebbe reso operativo, a partire dal 1° luglio, il contributo ambientale (CAC) su numerose tipologie di vasi per fiori e piante. Lo ha comunicato ufficialmente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), così come a tutti i consorzi e le associazioni coinvolti nel confronto sul tema.
Una decisione importante, accolta con favore da Confagricoltura, che sin dall’inizio aveva sollecitato una riflessione più ampia prima dell’introduzione di nuovi contributi su elementi che, di fatto, rappresentano mezzi di produzione e non semplici imballaggi.
“Accogliamo con soddisfazione la sospensione della circolare,” commenta Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura FVG. “Abbiamo sempre sostenuto che non si possa introdurre un nuovo contributo ambientale senza una definizione normativa chiara e condivisa della natura del vaso, che nella maggior parte dei casi è uno strumento produttivo, non un imballaggio.”
“Serve una linea chiara, in linea con l’Europa”
Confagricoltura richiama l’attenzione anche sul quadro europeo, e in particolare sul nuovo Regolamento PPWR, in vigore dal giugno 2026. “Il rischio, altrimenti, è di generare norme italiane che risultino in contrasto con quanto previsto a livello europeo,” continua Thurn Valsassina. “Questo aprirebbe la strada a possibili procedure di infrazione contro l’Italia e andrebbe a danneggiare economicamente le imprese florovivaistiche, costringendole a nuovi adempimenti e distorsioni nel mercato comune.”
Il presidente sottolinea anche il ruolo attivo dell’organizzazione: “Siamo stati l’unica organizzazione, nei tavoli ministeriali, a sostenere con coerenza la necessità di evitare ulteriori appesantimenti burocratici. È fondamentale riconoscere che il vaso è parte integrante del ciclo produttivo: non può essere assimilato a un rifiuto da gestire come un packaging qualsiasi.”
La sospensione della circolare rappresenta quindi un primo risultato, ma la posizione di Confagricoltura resta chiara: prima di qualsiasi decisione definitiva, servono certezze normative e un coordinamento serio con il livello europeo.
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