Confagricoltura Stop Dazi Fertilizzanti

Fertilizzanti: Confagricoltura positiva sullo stop ai dazi UE

Confagricoltura accoglie favorevolmente la decisione del Consiglio UE di sospendere per un anno i dazi sui principali fertilizzanti azotati. La misura punta ad alleggerire i costi sostenuti dalle imprese agricole dopo i forti rincari legati alla crisi internazionale.

Confagricoltura valuta positivamente la decisione del Consiglio dell’Unione Europea di sospendere per dodici mesi i dazi doganali sui principali fertilizzanti a base di azoto utilizzati in agricoltura, tra cui urea e ammoniaca.

La misura, richiesta con forza dalle organizzazioni agricole negli ultimi mesi, arriva in un contesto segnato dall’aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali che hanno inciso pesantemente sul mercato dei fertilizzanti.

Una misura per alleggerire i costi delle imprese

Secondo Confagricoltura, lo stop ai dazi rappresenta una risposta importante per contenere l’impatto economico sulle aziende agricole, considerando che tali oneri incidono mediamente per circa il 6% sul costo dei fertilizzanti.

La sospensione riguarderà i prodotti provenienti da diversi mercati internazionali, con esclusione delle importazioni da Russia e Bielorussia.

L’intervento entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e potrà essere prorogato o modificato dalla Commissione europea in base all’andamento del mercato.

Confagricoltura: servono ulteriori interventi

L’organizzazione agricola sottolinea come la misura rappresenti una “boccata d’ossigeno” per il comparto, evidenziando anche il ruolo svolto dal Governo italiano nel portare all’attenzione europea le difficoltà delle imprese agricole.

Confagricoltura ribadisce però la necessità di un piano più ampio e strutturale per affrontare l’attuale situazione, chiedendo ulteriori interventi su:

  • tassazione dei fertilizzanti;
  • costi energetici;
  • revisione del meccanismo CBAM;
  • misure di sostegno di lungo periodo per il settore agricolo.

Resta alta, infatti, la preoccupazione per i costi di produzione che continuano a incidere sulla competitività delle aziende agricole europee.