Le modifiche riguardano la soglia dimensionale aziendale e ampliano gradualmente la platea dei soggetti obbligati.
Le modalità di gestione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) nelle imprese tornano al centro di un aggiornamento che interessa anche il comparto agricolo. L’INPS chiarisce i criteri con cui viene determinata la soglia dimensionale aziendale utile a definire l’obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria INPS, introducendo un progressivo ampliamento della platea dei datori di lavoro coinvolti.
Nuovi criteri di accesso al Fondo
Dal 1° gennaio 2026 cambia il criterio di calcolo della soglia dimensionale: ora rileva la media dei lavoratori dell’anno precedente, includendo anche le imprese che raggiungono i requisiti negli anni successivi all’avvio dell’attività. Per il settore agricolo e per gli altri comparti interessati, viene introdotta una progressione graduale della soglia:
- 2026 – 2027: almeno 60 addetti;
- anni successivi: riduzione progressiva della soglia;
- dal 2032: soglia fissata a 40 addetti.
Questa impostazione amplia nel tempo il numero di aziende coinvolte nel meccanismo di conferimento del TFR al Fondo.
Come si calcola la soglia aziendale
Resta confermato l’impianto generale già utilizzato dall’Istituto per la determinazione della dimensione aziendale. Nel calcolo della media devono essere considerati:
- lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato;
- rapporti a tempo pieno e part-time;
- rapporti stagionali, ove presenti;
- tutte le tipologie contrattuali rilevanti ai fini contributivi.
Restano invece esclusi i soggetti espressamente non computabili secondo la disciplina previdenziale vigente.
Per assistenza o informazioni specifiche si ricorda è possibile contattare gli uffici paghe provinciali di Confagricoltura, i quali restano a disposizione su questo e altri temi utili alle imprese.

