Il Regolamento UE 2026/471, noto come “Pacchetto Vino”, aggiorna le norme di mercato, il sistema autorizzatorio dei vigneti, l’etichettatura dei vini e i finanziamenti settoriali, con l’entrata in vigore dal 18 marzo 2026. Le novità mirano a dare più flessibilità e sostegno al comparto vitivinicolo europeo.
Tra le principali novità del Pacchetto Vino figura la revisione del sistema di autorizzazioni per gli impianti vitati. Il regime non ha più una scadenza prefissata e sarà oggetto di verifiche periodiche ogni dieci anni, la prima entro il 2028, per valutarne l’efficacia e aggiornarne le caratteristiche.
La durata delle autorizzazioni per nuovi impianti continua a essere di tre anni ma la validità è ora riferita alla campagna di commercializzazione che termina il 31 luglio di ogni anno, semplificando la gestione amministrativa. Le autorizzazioni di reimpianto, su richiesta degli operatori, possono estendersi fino a otto anni di riferimento della campagna di commercializzazione.
Per le autorizzazioni concesse prima del 1° gennaio 2025, in caso di mancato utilizzo non si applicano le sanzioni se le autorità competenti vengono informate entro il 31 dicembre 2026, mentre per le autorizzazioni successive restano previste sanzioni amministrative per evitare comportamenti speculativi.
Gli Stati membri possono, inoltre, limitare o sospendere il rilascio di nuove autorizzazioni fino allo 0% a livello regionale o per specifiche aree in presenza di squilibri di mercato, e stabilire criteri nazionali di priorità, anche favorendo produzioni tradizionali o vini a denominazione protetta.
Nuove regole per vini dealcolati e termini di etichettatura
Una parte significativa della riforma riguarda i vini dealcolati e a basso tenore alcolico. Il regolamento aggiorna la terminologia: i vini con alcol inferiore allo 0,5% vol potranno essere etichettati come “zero alcol” (con indicazione “0.0%” se il contenuto non supera lo 0,05% vol). Per vini con gradazione superiore e con almeno il 30% in meno rispetto al titolo standard si utilizza la dicitura “a ridotto contenuto alcolico”.
Inoltre, per i vini destinati esclusivamente all’esportazione è prevista l’esenzione dall’obbligo di riportare la lista degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale, così da semplificare le procedure per mercati terzi.
Etichettatura e innovazione digitale
Nel quadro del Pacchetto Vino si prevede di introdurre atti delegati specifici per normare l’etichettatura elettronica con pittogrammi o simboli digitali che possano sostituire la dicitura “ingredienti”. Ciò contribuirà a ridurre gli oneri amministrativi e favorire una più chiara comunicazione al consumatore finale.
Misure di sostegno e finanziamenti per il settore
Il regolamento aggiorna anche le misure settoriali e di sostegno per il comparto vitivinicolo, in particolare con possibilità di espandere il menu di interventi finanziabili nell’ambito della PAC (finanziamenti europei). Tra le nuove opzioni rientrano:
- supporto per vendemmia verde, distillazione di crisi ed estirpazione dei vigneti con criteri di compensazione e limiti specifici;
- possibilità di ampliare il sostegno agli investimenti strutturali legati all’adattamento climatico;
- incentivi per progetti di promozione, enoturismo e mercati terzi con durate prolungabili e contributi maggiorati;
- attività di consulenza, sostenibilità e diversificazione della produzione vitivinicola;
- interventi contro le fitopatie con supporto fino al 100% dei costi ammissibili per monitoraggio, formazione e ricerca.
Entrata in vigore e tempistiche di applicazione
Il Regolamento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e entra in vigore il 18 marzo 2026. Alcune disposizioni si applicano immediatamente, mentre altre hanno termini differiti e diverse fasi di attuazione nei prossimi anni, in particolare per l’etichettatura, le autorizzazioni e gli obblighi di mercato.

